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PLAY THE GAME

Entrare in scena non è facile. Ci assalgono sempre i dubbi del “E ADESSO?!”

E quando siamo in scena, la situazione potrebbe anche precipitare con domande peggiori tipo “ODDIO CHE CI FACCIO QUI?!” oppure “STO ROVINANDO TUTTO!” fino ad un catastrofico BUIO INTERIORE!

Bene! Lavoreremo proprio su questo:

un workshop interamente dedicato a trovare appigli per uscire dal fango del NON SO COSA FARE!

Quello che io vi dirò, sarà semplicemente PLAY THE GAME!

Questa sarà la frase magica che vi darà una spinta per trovare un ordine alle opzioni e a far gorgogliare la fontana della fantasia. Non sarà il miracolo per diventare i migliori improvvisatori del mondo, ma potrebbe essere una buona partenza per sentirsi più felici in scena.

Vestitevi comodi, portatevi da dell’acqua e un block notes! Ci divertiremo!


BIO

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Nata nella provincia modenese nel 1981 e sempre stata interessata ad ogni tipo di arte. Ha incontrato il teatro d'improvvisazione nel 2007.

Dopo la prima lezione di prova con ImproG, l'improvvisazione è diventata il suo centro d'interesse.
A seguito del biennio percorso con gli insegnanti di Improg quali Roberto Rocchi, Aldo Carboni, Daniele Ferrari ed essere entrata nella categoria amatori, oltre alle lezioni settimanali si interessa, nel tempo, ai vari raduni organizzati dal circuito match, potendo così assaggiare diversi argomenti come la Commedia dell'arte o la Clownerie.

Si è interessata dal 2008 ad un percorso (mai abbandonato) di long form, principalmente con l'insegnante Lea Landucci. L'uso del corpo, della voce, dell'espressività, dei personaggi e dell'istinto sono stati principalmente sviluppati in questo percorso, rendendola un'improvvisatrice più consapevole, ordinata e determinata.
A seguito, per Barbara, ecco un altro fortunato incontro nel 2010. Quello con Antonio Vulpio il quale ha dato al suo approccio improvvisativo e teatrale, nuove chiavi di lettura e nuove ispirazioni.
Successivamente altri incontri più brevi, ma comunque importanti per la sua formazione sono stati con Omar Galvan (2011 e di nuovo nel 2018), maestro del monologo improvvisato e la creazione di storie partendo da piccoli spunti, Mila Moretti con il lavoro ispirato a Striendberg e Daniela Morozzi con la gestione dei tempi lungi in improvvisazione, fino a passare ad altri tipi di discipline per poter approfondire molti degli argomenti correlati al palcoscenico, quali il canto e il Contact improvvisation.
Sempre nell'ambito dell'improvvisazione ha avuto il piacere di seguire, per alcune giornate, le lezioni di Marta Borges e Pedro Borges di Os Improvaveis (2019), per poi trovarsi con loro sul palco in uno spettacolo multilingue.

Sempre alla ricerca di nuovi spunti di lavoro e crescite attoriali si interessa anche al teatro su testo con Antonietta Centoducati (2012) e successivamente con Davide Bulgarelli e Tony Contartese (2014). Altri incontri di ispirazione importanti, sono stati con Stefano Cenci (Dimensioni Parallele) e la Compagnia Tradito/Rendina (2013 e 2014) che ha per base di lavoro la scrittura collettiva e
l'uso del corpo al di là dell'usuale. Parte importante per il suo percorso è la partecipazione ai Match d'improvvisazione teatrale in diversi paesi europei francofoni come Lussemburgo (2009), Francia (2010) e Belgio (2010, 2012 e 2019).
Dal 2009 collabora attivamente con il movimento Vday – i Monologhi della Vagina, per la messa in scena dello spettacolo di beneficenza contro la violenza sulle donne e One Billion rising per la sensibilizzazione. Fiera di questo progetto lo supporta con grande forza insieme a molte altre attrici, e amiche emiliane e non occupandosi della parte registica principalmente e per dare la giusta“carica” e supporto alle partecipanti. Dal 2014 fa parte della compagnia piacentina Traatori con lo spettacolo Hosteria e Harold in versione rivisitata. 

Da qualche anno insegna improvvisazione agli allievi della scuola di Modena per ImproG e Piacenza per Traattori.

La sua specialità sono l'uso del corpo come forma di comunicazione e la gestione della realtà di palco, dalle emozioni agli “oggetti” (attenzione a come impugnate le pistole in scena o vedrete il mostro che è in lei!) .
Barbara dice “L'improvvisazione non finisce mai di avere cose nuove da insegnare e non smette mai di stupirmi. Una fonte inesauribile di lavoro e di studio per fortuna mia! Una disciplina infinita, una emozione infinita!

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